Letture occasionali in prosa

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Letture occasionali in prosa

Messaggio Da Keymaster il Mar Apr 08, 2008 1:11 am

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Re: Letture occasionali in prosa

Messaggio Da BigLebowski il Mer Giu 25, 2008 6:56 pm

“[...] Chi dice che il giovane non ha ancora l’età per far filosofia, e che il vecchio l’ha ormai passata, è come se dicesse che non è ancora giunta, o è già passata, I’età per essere felici. Quindi sia l’uomo giovane che il vecchio devono far filosofia: il vecchio perché invecchiando rimanga giovane per i bei ricordi del passato; il giovane perché, pur restando giovane d’età, sia maturo per affrontare con coraggio l’avvenire. E’ bene riflettere sulle cose che possono farci felici: infatti, se siamo felici abbiamo tutto ciò che occorre; se non lo siamo, facciamo di tutto per esserlo. [...]“
Epicuro. Lettera a Meceneo

Non la leggevo da anni. E' stato emozionante ritrovare i vecchi ricordi che avevano accompagnato la prima lettura e le glosse a margine scritte a penna. Leggerla di nuovo però trasmette altri pensieri e stimola altre considerazioni.

Mi sono tornate in mente le parole di Calvino: "La gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza; mentre in maturità si apprezzano (si dovrebbe apprezzare) molti dettagli e livelli e significati in più".
Italo Calvino. Perchè leggere i classici.
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quanto ci manca Sciascia...

Messaggio Da BigLebowski il Mer Lug 02, 2008 7:02 pm

- "Non esce mai di casa?"
- "Mai, da parecchi anni... Ad un certo punto della mia vita ho fatto dei calcoli precisi: che se io esco di casa per trovare la compagnia di una persona intelligente, di una persona onesta, mi trovo ad affrontare, in media, il rischio di incontrare dodici ladri e sette imbecilli che stanno lì, pronti a comunicarmi le loro opinioni sull'umanità, sul governo, sull'amministrazione municipale, su Moravia... Le pare che valga la pena?"
- "No, effettivamente no"
- "E poi in casa ci sto benissimo: e specialmente qui dentro" levando le mani ad indicare ed accogliere tutti i libri d'intorno".
- "Bella biblioteca" disse Laurana.
- "Non è che non mi capiti, anche qui dentro, di imbattermi nei ladri, negli imbecilli... Parlo di scrittori, beninteso, non di personaggi... Ma me ne libero facilmente: li restituisco al libraio o li regalo al primo cretino che viene a farmi visita".
- "Anche stando in casa, dunque, lei non riesce ad evitare del tutto i cretini".
- "Non ci riesco... Ma qui dentro è diverso: mi sento più sicuro, più distante... Qualcosa di simile al teatro: e persino mi ci diverto... Posso anche dirle che, da qui, mi pare teatro tutto quello che accade nel paese: matrimoni, funerali, liti, partenze, arrivi... Perchè so tutto, sento tutto; e ogni cosa mi arriva anzi moltiplicata, rimbombante di echi...".

Leonardo Sciascia - A ciascuno il suo
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la migliore scapigliatura milanese

Messaggio Da BigLebowski il Lun Lug 07, 2008 7:52 pm

" Vi sono quelli che vivono a sè, che si creano dei mondi per sè soli, che sorvolano su tutto e si posano su nulla: sono i fanciulli adulti, gli uomini con ali di farfalla, sono coloro che gioiscono e ridono.
Ve ne sono altri che un'avidità irresistibile di sapere spinge ad indagare ogni vero, che vedono tutto, che esaminano tutto, che discendono nelle più ascose profondità di ogni piaga, e sono coloro che soffrono e piangono".

Ugo Tarchetti - Storia di un ideale
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meglio farsi sentire

Messaggio Da BigLebowski il Mar Lug 08, 2008 10:22 am

- "Ma cosa devo scrivere al Capitano?" esclamò Eduard "Perchè lo devo fare subito".
- "Una lettera pacata, ragionevole, consolatrice" disse Charlotte.
- "Il che equivale a non scrivere" replicò Eduard.
- " E tuttavia, in certi casi" riprese Charlotte " è necessario e affettuoso scrivere di nulla piuttosto che non scrivere nulla".

Goethe - Le affinità elettive.
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diritti

Messaggio Da BigLebowski il Mer Lug 09, 2008 11:00 am

"...Ma siccome siamo tutti portati a dimenticarci facilmente che qualunque persona in questo mondo ha il diritto
di vivere come crede e dove le pare senza dover avere paura di nessuno, ho voluto riaffermare questo diritto
con tutte le mie forze, qui e adesso, in questo libro"

Banana Yoshimoto
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elogio dell'utopia

Messaggio Da BigLebowski il Mer Lug 09, 2008 11:08 am

"Illusioni! Ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore,
o - che mi spaventa ancora di più - nella rigida e noiosa indolenza: e
se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con
le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele".

U. Foscolo - Ultime lettere di Jacopo Ortis
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indolenza

Messaggio Da BigLebowski il Ven Lug 11, 2008 6:28 pm

"Io sono un figlio del mio tempo, anzi, mi riesce difficile
non definirmi addirittura suo nemico.
Non che io non lo capisca, come tante volte sostengo.
Questa è solo una scusa di comodo. Per indolenza, semplicemente,
non voglio essere aggressivo o astioso, e perciò dico che
una cosa non la capisco quando dovrei dire che la odio
o la disprezzo. Ho l'orecchio fine, ma faccio il sordo.
Mi pare più elegante fingere un difetto che ammettere
di aver sentito rumori volgari."

Joseph Roth - La cripta dei cappuccini.
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La sconvolgente sincerità della cattiveria...

Messaggio Da Fily il Mar Lug 22, 2008 6:38 pm

(Che a volte è meglio dell'ipocrisia col finto sorriso stampato sulle labbra... almeno puoi stare in guardia e difendere te stesso...)

"...Ogni incontro di due esseri al mondo è uno sbranarsi. Vieni con me, io ho la conoscenza di questo male e sarai più sicura che con chiunque altro; perchè io faccio del male come tutti lo fanno; ma, a differenza degli altri, io ho la mano sicura."

Italo Calvino, Il visconte dimezzato
Nulla succede per caso...

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la versione siciliana

Messaggio Da BigLebowski il Lun Ago 11, 2008 7:12 pm

BigLebowski ha scritto:" Vi sono quelli che vivono a sè, che si creano dei mondi per sè soli, che sorvolano su tutto e si posano su nulla: sono i fanciulli adulti, gli uomini con ali di farfalla, sono coloro che gioiscono e ridono.
Ve ne sono altri che un'avidità irresistibile di sapere spinge ad indagare ogni vero, che vedono tutto, che esaminano tutto, che discendono nelle più ascose profondità di ogni piaga, e sono coloro che soffrono e piangono".

Ugo Tarchetti - Storia di un ideale


La lettura di alcuni versi di Mario Rapisardi mi hanno fatto ripensare alla citazione di Tarchetti.
Sembrano la loro eco (più tarda solo di qualche anno), secondo l'ironia e l'amarezza tipica del siciliano.

Tu non canusci la to manu ritta
Cunfunni cazzi, cucuzzeddi e ova;
e grassu e tunnu, comu n porcu addritta,
mangi, arrunfi, ti sciali e chianti chiova.
Ma iu, di chi nasciì, appi la sditta,
lu vecchiu cori miu, paci non trova,
e notti e jornu, cu me figghiu Titta,
vaju ciancennu la me malanova.


Scherzi – Mario Rapisardi, Febbraio 1889
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